ERASMUS+ ATTIVITÀ DI JOB SHADOWING - KARKKILA (Finlandia)

La prof.ssa Carla Giulia Moretti ha vissuto grazie al programma Erasmus+ un'esperienza di job shadowing a Karkkila, in Finlandia. Ecco il suo resoconto.
Il mio primo job shadowing è stato un’esperienza importante, che ha contribuito a un significativo accrescimento di competenze sul piano umano, professionale e sociale. Sono partita con entusiasmo, ma anche con qualche timore legato alla lingua (finlandese e inglese), presto superato grazie all’accoglienza della collega finlandese, già conosciuta, che si è dimostrata estremamente disponibile e generosa. Mi ha coinvolta attivamente nelle lezioni, condividendo le scelte didattiche e affidandomi direttamente il lavoro con gli studenti, secondo un approccio pratico e diretto tipicamente finlandese.
L’incontro con il sistema scolastico finlandese è stato molto stimolante. Accanto a numerosi aspetti positivi — non tutti trasferibili nel nostro contesto, poiché richiederebbero una revisione del sistema e della normativa — emergono anche alcune criticità, in parte evidenziate dallo stesso dirigente scolastico che mi ha accolta con grande cordialità.
Tra gli elementi più interessanti vi è il forte senso di responsabilità verso gli spazi e i beni comuni, costruito fin dall’inizio dell’anno con regole chiare e conseguenze immediate. Questo consente di lasciare liberamente a disposizione degli studenti numerosi strumenti senza necessità di sorveglianza.
Gli studenti vivono gli spazi comuni — attrezzati con arredi confortevoli e aree per il gioco — in autonomia e con rispetto. Il rapporto con i docenti è informale, ma corretto: ci si chiama per nome, senza che venga meno il riconoscimento dei ruoli. Sono previsti anche spazi autogestiti, dotati di varie attrezzature, la cui fruizione è subordinata alla cura e all’ordine: in caso contrario, vengono temporaneamente chiusi.
L’attenzione al benessere di studenti ed insegnanti si riflette nel set degli spazi, pensati molto “domestici” e luminosi (bow-window interni che aprono visivamente le aule) ed anche nella presenza di giochi “fisici” (puzzle, giochi da tavolo, ping pong e calcetto) lasciati a disposizione nei corridoi, spesso utilizzati per più giorni, senza essere danneggiati e che vengono usufruiti nei 15 minuti di relax fra una lezione e l’altra. Questo contribuisce anche a limitare l’uso del cellulare, che è consentito, ma non durante le lezioni, quando viene riposto in appositi contenitori. Non esistono figure di “controllo” o “supervisione” e zaini, caschi e giacche vengono lasciati all’ingresso appesi ad appositi appendiabiti.
Tanto, tantissimo altro ho raccolto: suggestioni, pratiche, idee. Un’esperienza entusiasmante, che mi accompagnerà nel tempo e che mi vedrà proponente di diverse iniziative, che sto già iniziando a immaginare per la nostra scuola.

