Donacibo: un’esperienza di solidarietà concreta

Nelle ultime settimane, noi studenti della classe 2C del Liceo delle Scienze Umane abbiamo vissuto un’esperienza diversa dal solito.
Insieme ai nostri docenti, nell’ambito dell’Educazione civica, abbiamo partecipato al progetto Donacibo, un’iniziativa di volontariato finalizzata alla raccolta di alimenti destinati alle famiglie in difficoltà. Il progetto è iniziato con un incontro con un volontario dell’associazione “Madre Teresa di Calcutta” di Gallarate, che ci ha illustrato il funzionamento del Banco per la Famiglia e l’importanza dell’impegno solidale nella comunità. A partire da quel momento, siamo diventati i protagonisti attivi dell’iniziativa all’interno della scuola. Ci siamo suddivisi i compiti e abbiamo avviato le attività: abbiamo distribuito volantini informativi e presentato il progetto nelle altre classi, con l’obiettivo di coinvolgere il maggior numero possibile di studenti. Successivamente, ci siamo occupati della gestione logistica, distribuendo gli scatoloni nelle aule e provvedendo al loro ritiro una volta riempiti.
Il momento più impegnativo si è svolto il 13 marzo, durante la fase conclusiva del progetto: abbiamo controllato le date di scadenza dei prodotti, pesato le scatole e sigillato con cura tutto il materiale raccolto.
Al termine dell’attività, abbiamo preparato circa 40 scatoloni, ciascuno del peso di circa 10 kg, per un totale di 400 kg di generi alimentari pronti per essere consegnati all’associazione e distribuiti alle famiglie assistite.
Questa esperienza non è stata soltanto un “compito di realtà” finalizzato alla valutazione, ma una significativa occasione di crescita personale e civica. Abbiamo compreso che non sono necessari gesti straordinari per contribuire al cambiamento: anche piccoli gesti, se condivisi, possono avere un impatto concreto. Osservare la quantità di beni raccolti ci ha reso consapevoli del valore reale della solidarietà. Ogni scatola rappresenta un segno tangibile di vicinanza e supporto alle famiglie del nostro territorio. È stato particolarmente significativo uscire, anche solo temporaneamente, dalla dimensione strettamente scolastica per trasformare la scuola in un autentico ponte di solidarietà verso la comunità.